da Claudia, viaggiatrice a Londra per la prima volta!

 

 Llondon eye NDON

 HO quasi 34 e sono andata ora a Londra per la prima volta! Cosa mi sono persa! La city ha avuto origine nel periodo romano, e da allora è stato un punto di riferimento per la civiltà “post-mediterranea”. Quello che si trova oggi a Londra è comunque difficile da eguagliare da parte di altre capitali, essendo il frutto della sua storia millenaria e di un lungo dominio oltremare. Di conseguenza è una città dove puoi trovare di tutto, dalle mille facce, e dove nessuno rimarrà scontento. Dall’arte, antica, moderna e contemporanea, alla storia naturale, ai musicals, ai mercatini, ai ristoranti di tutte le nazionalità, ai megastores, alle trasgressioni, ai pubs, al fish & chips…

Io che la immaginavo come nel film di Merry Poppins, grigia, fuligginosa e piovosa, sono rimasta estasiata a camminare sul Tamigi avvolta in una luce chiara e risplendente…Nemmeno una goccia di pioggia a Londra: è l’eccezione che conferma la regola o solo la smentita di un luogo comune, la riprova che per giudicare bisogna conoscere?

 Sono arrivata giovedì sera dopo un lungo viaggio iniziato a Malpensa alle 19, e sono stata catapultata nella città al buio, col comodissimo treno che collega Gatwick con la lungo il Tamigistazione Vittoria. Devo dire che per quanto riguarda i trasporti Lontra è servita benissimo, ci sono molte stazioni di treni, la copertura della Tube è capillare, e gli immancabili bus rossi a due piani sono attivi anche notte, e alcuni 24h.

 

 

 

 

 

Dopo una dormita e una doccia rigenerante il venerdì mattina ci siamo incamminate lungo il Tamigi verso Tower Hill, che non distava molto dall’albergo.

La splendida giornata e il bellissimo lungofiume del south bank erano un invito irresistibile.

 

 

 

 

 

 

In questa zona antico e moderno si fondono, il ponte di Tower Hill, che si apre al passaggio delle barche, è annunciato da edifici moderni, con le pareti di vetro che riflettendo il fiume e il cielo finiscono quasi per dissolversi e dare l’impressione di spazi enormi.

 

 

 

 

 

 

 

Tower Hill lo immaginavo diverso: la famosa Torre di Londra dove hanno rinchiuso dissidenti ma anche re, non ha affatto l’aria tetra e minacciosa che mi sarei aspettata.

 

 Tower Bridge

 

Sarà stato il bel tempo a farcela vedere sotto una luce diversa?

 

 

  

Da Tower Hill ci siamo dirette con bus e metro verso la Tate Modern Gallery, anch’essa sul southbank, una strabiliante galleria ricavata in una centrale elettrica dismessa. Le dimensioni sono imponenti, la muratura in mattoncino e la ciminiera, tipica dell’architettura industriale, nella loro semplicità e linearità sono un fenomenale contrasto rispetto alla ricchezza che ospitano. Per visitare veramente la Tate ci vorrebbero giorni e giorni, ma merita andarci anche solo per la splendida visuale che si può avere dal ristorante al quarto piano.

 

 

E poi vale comunque la pena percorrere i saloni dell’esposizione permanente e attraversare un secolo di storia dell’arte..

Dalla Tate, attraversando il Tamigi al tramonto sul moderno Millennium Bridge, ci siamo dirette alla cattedrale di S.Patrick. Attorno al tempio cattolico ci sono le sedi di altre .. come definirle? Sette? Organizzazioni religiose a scopo lucrativo.. non mi dilungo in giudizi troppo forti..

 

 

 

 

Da qui, non ancora stanca, mi sono diretta al Museo di Storia Naturale, che per l’appunto sarebbe stato aperto oltre l’orario normale per l’esibizione su Darwin e una sessione delle “Darwin discussions” con aperitivo. La mostra su Darwin è interessante, e adatta anche a un pubblico non esperto. Purtroppo gli altri padiglioni erano già chiusi, ma la struttura del museo è molto bella e l’atmosfera a lume di candela dell’aperitivo nel salone principale, in compagnia di uno scheletro di dinosauro a grandezza reale, era veramente speciale.

 

 

L’ultima tappa della giornata prima dell’agognato e meritato letto è stata il club di Harrods, dove abbiamo cenato con cucina “libanese”. Io ho preso qualcosa di molto simile a una piadina, ma comunque buona.

 

 

 

Il mattino dopo il cielo era un po’ nuvolo, ma ciò non ha impedito d’incamminarci a piedi verso il Westminster Bridge, alla volta del Big Ben.

 

Prima siamo passate sotto la London eye, la ruota più alta al mondo, che gira molto lentamente, tanto che non sembrerebbe quasi che si muova. Il panorama da lassù deve essere spettacolare. Attraversando il ponte non si può fare a meno di scattare infinità di foto al lungofiume e alla famosa torre dell’orologio che affianca l’edificio del parlamento. Chissà perché si chiama Big Ben!?! In realtà il nickname si riferirebbe alla campana, pare, e comunque non è <Ben> chiaro da chi abbia preso il nome. A pochi dal palazzo del parlamento si trova l’abbazia di Westminster, col suo stile gotico imponente. Merita fare una passeggiata anche attorno all’area religiosa, per cogliere frammenti del tipico stile londinese. Da qua, con 10 min di cammino si raggiunge Buckingham Palace, assediato dai turisti che aspettano il famoso “cambio della guardia”. Noi abbiamo visto per caso un drappello di guardie a cavallo, che hanno suscitato la frenesia dei presenti alla ricerca di uno scatto…neanche fosse passata la Regina in persona!!. L’area attorno al Palazzo è molto verde, e in questo periodo i prati erano già pieni di crochi, mentre i narcisi gialli sarebbero fioriti a breve: chissà che spettacolo in piena primavera!!

Lasciateci alle spalle i “Reali”, ci siamo dirette al mercato di Camden town. Affollato, colorito e etnico: da non perdere! Cerchi una borsa fatta solo con una lunga cerniera? O una lima che non si consuma mai, oppure una minigonna rosa fucsia per abbigliamento punk? Vuoi mangiare indiano, arabo, turco o cinese e poi prenderti un “frappuccino” da starbucks? Tutto è possibile in questo luogo di raccolta di stravaganze, antichità, tipicità e esoticità. Difficile uscirne senza aver acquistato almeno un ricordo!

 

Dopo Camden Town ci siamo spostate a Covent Garden, altro punto di ritrovo molto interessante, con un mercato coperto e numerosi artisti di strada che allietano il sabato pomeriggio londinese.

 

L’ideale per bere qualcosa e rilassarsi un po’.

 

Dopo il bagno di “folla e consumi”, io mi sono diretta di nuovo al Museo di Storia Naturale, non potevo perdermi una visita ai saloni espositivi. Le altre compagne di viaggio si sono invece godute ancora un po’ l’atmosfera di Covent Garden, i negozi, la gente. Ne è valsa la pena ma ne sono uscita esausta, ci sono talmente tante cose!

Sono rientrata in albergo in tempo per fare una doccia e poi unirmi alle altre per la cena in un ristorante indiano dalle parti di Notting Hill. A differenza di quanto ci saremmo potute aspettare il ristorante era assolutamente sobrio e tranquillo, un’atmosfera forse più “giapponese” che indiana, riferendoci a dei luoghi comuni. Ma cosa fondamentale abbiamo mangiato benissimo, e per dirlo io che sono di gusti molto difficili, vuol dire che chiunque si troverebbe bene!! Dopo cena abbiamo preso il bus a due piani per raggiungere Piccadilly Circus, che di sabato sera era completamente intasata, dai taxi, dalle macchine lunghe 10 m affittate da ricchi adolescenti, e piena di gente, luci, musica. Qui, infatti, si trovano teatri con i principali musicals, locali per mangiare, bere e ballare, è insomma il centro della vita mondana! Vita che è un po’ difficile fare dopo aver camminato tutto il giorno!! Infatti, noi poi abbiamo optato per un fine serata più tranquillo, e alla fine abbiamo preso qualcosa da bere nella sala dell’albergo. (L’albergo è molto bello, accogliente e la vista dal 13° piano non l’avevo mai provata. In più è ben localizzato e da qui è facile muoversi a piedi o con la metro.)

Domenica, ultimo giorno, il nostro programma prevedeva una visita al British Museum, perché anche se ci vorrebbe una settimana per visitarlo tutto, non si può andar via da Londra senza almeno aver assaporato un po’ delle sue opere. E in effetti, ci sono ricchezze straordinarie, e ampia scelta di civiltà e periodi storici: dagli Assiri agli Egizi, dalla Cina all’India, dal Neolitico al Medioevo, dagli Amerindi agli Aborigeni. La struttura museale è poi di per sé interessante, perché il salone centrale è stato completamente ricostruito in chiave moderna. L’ultimo pranzo nella capitale lo abbiamo fatto in un tipico pub inglese poco distante dal Museo, dove ho mangiato un panino al formaggio e ..confettura di cipolle..molto British.. Prima di iniziare il lungo viaggio di ritorno, abbiamo dato un ultimo sguardo a Trafalgar square, mentre il Big Ben ci faceva l’occhiolino ….

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